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lunedì 4 ottobre 2010

Gran Bretagna, crescita farmacie controllate da medici

Mentre in Italia il ddl sulla sperimentazione clinica riconferma l'incompatibilità "coabitativa" tra medici e farmacisti, in Gran Bretagna si fa crescente l'interesse dei Gp (general practitioners, i medici di famiglia) per l'apertura di farmacie di loro diretta proprietà. Niente di sorprendente: nel Regno unito la titolarità dei presidi può anche appartenere a srl formate da non farmacisti, né va dimenticato che già oggi da quelle parti esiste la figura del "dispensing doctor", ossia del medico che esercita in un ambulatorio provvisto di dispensario. Secondo quanto riferiscono fonti di stampa specializzata, il fenomeno delle farmacie controllate da Gp sarebbe in progressivo allargamento, grazie alle deroghe recentemente concesse dalle autorità pubbliche per l'apertura di farmacie con orario sotto le 100 ore settimanali. Ovviamente la novità ha ulteriormente peggiorato i rapporti tra le due professioni, già difficili per conto loro. I medici di famiglia giustificano la loro crescente presenza nel campo della dispensazione con preoccupazioni di carattere etico: le farmacie detenute da non farmacisti sarebbero mosse soltanto da interessi commerciali, i Gp invece rimangono vincolati alla loro deontologia. I farmacisti dei presidi di comunità (preoccupati dal binomio ambulatorio-farmacia che si viene a creare con tali iniziative) ribattono accusando i medici di ipocrisia e chiedono perché, nonostante la deontologia, i "dispensing doctors" prescrivono in media più dei "non-dispensing doctors". Sullo sfondo, ovviamente, aleggiano i recenti interventi del governo sulla spesa sanitaria e farmaceutica e l'ancora più recente riforma del Nhs (il servizio sanitario britannico), che tra breve chiuderà i Primary care trusts (equivalenti alle nostre Asl) e delegherà ai medici di famiglia la gestione dell'80% delle risorse destnate alle cure territoriali.
Fonte: Farmacista33

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