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martedì 15 giugno 2010

La manovra del Governo mette a rischio il servizio farmaceutico

Cercare soluzioni per occupazione e capillarità servizio
La Federazione si rivolge al Presidente del Consiglio chiedendo un incontro
La Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani ha scritto al Presidente del Consiglio, Onorevole Silvio Berlusconi, chiedendo un incontro congiunto con i ministri competenti, per discutere dei pesanti riflessi della manovra economica sul servizio farmaceutico italiano e sul comparto farmaceutico nel suo complesso. La Federazione chiede che si trovino soluzioni tali da salvaguardare i livelli occupazionali e la sopravvivenza delle farmacie collocate nelle aree disagiate, che non potrebbero continuare a svolgere la loro funzione sociosanitaria se si applicassero le misure previste in Finanziaria. «Ritengo che le misure previste nella manovra economica possano mettere a repentaglio l'occupazione e, con essa, la capillarità del servizio reso dalle farmacie, un patrimonio di cui lo stesso Governo conosce il valore, dal momento che ne ha fatto uno dei perni per la riorganizzazione sul territorio dell'assistenza sanitaria» ha dichiarato il Presidente della Federazione, Andrea Mandelli. «Sono fiducioso che il Presidente del Consiglio non vorrà trascurare questo aspetto».


Manovra da approfondire
«L'impatto della manovra finanziaria sul comparto farmaceutico italiano impone approfondimenti in sede tecnico-governativa per verificare la compatibilità dei sacrifici richiesti con la complessiva tenuta del sistema». Lo dichiara il Senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri, segretario della Commissione Sanità e Vice Presidente della Fofi. «Auspico che, in sede di conversione del decreto, sostiene il Sen. D'Ambrosio, possano introdursi modifiche all'attuale testo, con particolare riferimento all'esonero delle piccole farmacie da qualsiasi onere economico e alla individuazione di misure compensative che, a invarianza di gettito, consentano alla farmacia di continuare a svolgere le funzioni che gli sono proprie e quelle innovative che ne rilanciano il ruolo di presidio socio-sanitario assistenziali volute dal legislatore per potenziare i servizi territoriali. In Italia i costi dell'intera filiera dalla produzione alla dispensazione sono i più bassi d'Europa, mentre l'efficienza complessiva del sistema è elevatissima, come risulta, peraltro, dagli studi dell'OMS. Se, poi, si considera che l'industria farmaceutica sostiene gran parte dei costi della ricerca scientifica con risultati straordinari nel campo delle nuove terapie biotecnologiche, è di tutta evidenza che è l'intero comparto a dover essere messo in protezione. E' evidente, inoltre, che cospicue economie per il bilancio pubblico devono provenire dalla lotta aglio sprechi e dalle riforme strutturali del sistema assistenziale a partire dalla razionalizzazione della rete ospedaliera».

I non titolari temono licenziamenti
Il Coordinamento Nazionale Associazioni Farmacisti Non Titolari (CoNAsFa) invita in una nota Governo, Forze Parlamentari, Federfarma, OO.SS. e FOFI ad attivarsi efficacemente per verificare tutti gli effetti a domino che porterebbe il Decreto-legge del 31 maggio 2010, n.78 "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica". Tra le principali conseguenze evocate il licenziamento di tanti farmacisti dipendenti, un'eventualità cui CoNAsFa è fermamente contraria, nel rispetto del lavoro, della professionalità e della dignità del farmacista. La farmacia, continua la nota, descritta da numerosi sondaggi, come una realtà con forte impatto di servizio e gradimento da parte dell'utenza, con la riduzione della presenza professionale implicherebbe dei danni evidenti al servizio alla popolazione e alle stesse aziende. Questa situazione comprometterà anche gli sviluppi attuativi della Legge 69/2009 della tanto attesa "farmacia dei servizi", constatate le già scarse risorse degli Enti locali con il rischio di incrementare l'abusivismo professionale e con conseguente danno per la salute dei consumatori.

Fonte: F.O.F.I.

Come da copione gli interventi sono tardivi, inefficaci, un vero "piagnisteo" e quasi certamente produrranno ben poco.

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