Mentre ci si interroga sulle ragioni dello scarso successo della campagna vaccinale, il ministero della Salute comunica che finché non sarà conclusa, cioè almeno fine febbraio, non è previsto che l'Italia metta in vendita i vaccini inutilizzati
Per il momento non è previsto che l'Italia ceda o venda parte delle proprie dosi di vaccino pandemico, dal momento che la campagna vaccinale non è conclusa e proseguirà almeno fino alla fine di febbraio. E' questa la posizione ufficiale del ministero della Salute, comunicata dal direttore generale prevenzione e sanità Fabrizio Oleari. Una posizione che si dissocia da quella di altri paesi europei, Francia in primis, che hanno deciso di mettere in vendita i vaccini non utilizzati. I fatti sono noti. Inizialmente l'Organizzazione mondiale della Sanità aveva previsto l'utilizzo di due dosi a persona, con una conseguente ordinazione di ampi quantitativi di vaccini alle aziende farmaceutiche. L'Italia, per esempio, aveva inizialmente ordinato 48 milioni di dosi dall'azienda farmaceutica Novartis. L'Emea ha successivamente comunicato che per l'immunizzazione degli adulti era sufficiente una sole dose. Le scorte in questo modo, complice anche un generale scetticismo dei cittadini sull'opportunità di vaccinarsi, sono rimaste in gran parte inutilizzate. In Italia si è passati a un solo contratto d'acquisto per un totale di 24 milioni di dosi, per un importo pari a circa 184 milioni di euro. Comunque troppe visto che al momento sono state somministrate 850.000 dosi di vaccino. Ora il ministero ha ufficialmente comunicato la decisione di mantenere la campagna vaccinale fino a fine febbraio e a quel punto fare il bilancio.
Sullo scarso successo della campagna vaccinale è da registrare l'incontro svoltosi al ministero tra il neoministro Ferruccio Fazio e i rappresentanti dei medici, dalla Federazione degli Ordini alle associazioni di categoria, alle società scientifiche. Durante l'incontro si è cercato di analizzare lo stato dell'arte della campagna vaccinale contro la pandemia, di valutare gli eventuali errori commessi, ma anche di mettere a punto nuove iniziative per rilanciarla. La Federazione degli Ordini dei medici avrebbe già pronta una bozza di documento, frutto del lavoro di una commissione dedicata al tema. Ai camici bianchi toccherà anche analizzare ciò che non ha funzionato nella categoria, vista la scarsa adesione del personale sanitario alla vaccinazione.
Fonte: Vaccinare33
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