Non è solo vanità femminile. Per le donne passare ore e ore nei negozi alla ricerca del vestito migliore e del rapporto qualità/prezzo più conveniente non è solo un passatempo: è la genetica a richiederlo. A sostenerlo è uno studio condotto dai ricercatori della School of Public Health dell`Università del Michigan (Stati Uniti) guidati da Daniel Kruger che verrà pubblicato nel numero di dicembre sul Journal of Social, Evolutionary & Cultural Psychology, secondo cui se gli uomini non sanno distinguere un calzino marrone da uno rosso, mentre le donne sono `naturalmente` portate alla ricerca della maglietta perduta, è perché entrambi ce l`hanno scritto nei geni.
È tutta questione di evoluzione. Se gli uomini, per garantire la sopravvivenza della prole, dovevano essere il più rapidi possibile nel cacciare gli animali per riportare la carne a moglie e figli - il che giustificherebbe, quindi, l`insofferenza tipicamente maschile nel soffermarsi troppo a lungo in un unico posto - le donne, al contrario, erano deputate a decidere quale territorio fosse più ricco di raccolto - il che spiegherebbe la dote, generalmente femminile, di indugiare per più tempo in un solo luogo.
"Grazie a questo studio ora abbiamo le prove - conclude Kruger - che le capacità, l`abilità e i comportamenti che sono stati importanti per l`evoluzione della specie, come la caccia e la raccolta, riemergono anche nell`ambiente moderno e consumistico della società attuale".
Riferita allo shopping, spiega Kruger, la teoria evoluzionista potrebbe quindi essere così spiegata: l`uomo vede il centro commerciale solo come funzionale a comprare ciò che serve, e una volta effettuato l`acquisto necessario è "evoluzionisticamente" portato ad abbandonare rapidamente il luogo della "caccia". Al contrario la donna è naturalmente portata a studiare il territorio e ciò che esso offre, e quindi "deve" temporeggiare e "deve" passare più tempo in un posto per carpirne i "segreti".
Fonte: Salute24
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