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venerdì 13 novembre 2009

ANSIOLITICI E ANTIDEPRESSIVI, IL CONSUMO E' DONNA

(AGI) - Roma, 13 nov. - Che relazione c'e' tra lo stress quotidiano e il ricorso a farmaci ansiolitici e antidepressivi da parte delle donne? Una risposta viene da "Stili di vita, stato di salute psicofisica delle donne", il primo studio osservazionale caso-controllo condotto nelle farmacie venete, realizzato dal Dipartimento di Medicina e Sanita' pubblica Sezione di Farmacologia dell'Universita' degli Studi di Verona e promosso dalla commissione Pari Opportunita' della Regione Veneto. La ricerca e' stata condotta in Veneto nel 2008 sulla base di un campione composto da 11.357 donne e 249 farmacisti. Del totale delle donne il 34% e' rappresentato da persone che dichiarano di prendere farmaci psicotropi negli ultimi 6 mesi (sono questi i casi dello studio) e il 66% da signore che dichiarano di non seguire un trattamento farmacologico con antidepressivi e/o ansiolitici (i controlli). In media, la donna rappresentata nello studio, ha 52 anni, e' sposata, e' in grado di svolgere le attivita' quotidiane e non e' seguita da uno psicologo ne' da uno psichiatra. Tra gli eventi stressanti della vita che le donne (casi e controlli) hanno dichiarato di aver vissuto negli ultimi sei mesi o anche precedentemente il 44% riguarda la morte di un parente stretto, il 43% problemi familiari e affettivi (in particolare malattie e incidenti dei propri cari), il 27% difficolta' finanziarie, il 6% la violenza tra le mura domestiche. Tra le donne che si sono recate in farmacia con una ricetta di medicinali psicotropi il 48% aveva una prescrizione per ansiolitici, il 33% per ansiolitici e anche antidepressivi, e il 19% solo per antidepressivi. Tra gli altri medicinali assunti dal totale delle donne (casi e controlli) prevalgono i farmaci cardiovascolari, per l'apparato gastrointestinale e il metabolismo e per l'apparato muscolo scheletrico. Nel 69% del gruppo di donne che prende gli psicotropi (casi) e nel 55% del gruppo che non li prende (controlli) l'impatto negativo degli eventi stressanti persiste e incide sullo stato del benessere anche a distanza di mesi. Dai dati emerge anche un uso prolungato del trattamento con ansiolitici e antidepressivi, quando le linee guida suggeriscono per gli ansiolitici l'uso per periodi brevi. In conclusione, dai dati emerge quanto profondo e negativo sia l'impatto degli eventi di vita stressanti, dei lutti e dei traumi, sullo stato di salute psicofisico delle donne. Per "Dialogo sui Farmaci" lo studio ha una rilevanza epidemiologica che va oltre la territorialita' regionale: "si e' potuto constatare come il disagio femminile e le problematiche psico-sociali rilevate dalla presenza e dall'impatto di una serie di eventi stressanti di vita sia associato in una certa misura all'uso dei farmaci antidepressivi e ansiolitici", si legge nell'articolo dedicato alla ricerca ("Storie di donne. La farmacia di genere nella pratica quotidiana", n.5/09). La studio mette anche in risalto le potenzialita' del farmacista nello svolgere due ruoli importanti: ascoltare consigliare e informare le donne e fare da "mediatore" per la ricerca epidemiologica.

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