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mercoledì 11 novembre 2009

ALLO STUDIO FARMACO CONTRO TUMORE A POLMONI

(AGI) - Londra, 11 nov. - E' in via di sviluppo una nuova pillola potrebbe curare una delle forme piu' letali di tumore ai polmoni. Un gruppo di ricercatori dell'Imperial College di Londra ha scoperto che un farmaco potrebbe essere capace di distruggere una forma di cancro ai polmoni considerata inoperabile, tant'e' che uccide piu' di nove pazienti su dieci. Secondo quanto riportato da un articolo della rivista Cancer Research, il nuovo trattamento agisce bloccando la crescita delle cellule tumorali e, infine, facendole autodistruggere. In piu' della meta' dei trial condotti sui topolini, il trattamento - che sembra non avere effetti collaterali - ha eliminato tutte le tracce del tumore. "Se ottenete una diagnosi di questo tipo di tumore - ha spiegato Michael Seckl, oncologo molecolare che ha coordinato lo studio - le vostre probabilita' di sopravvivenza sono molto piccole. Negli ultimi 30 anni abbiamo fatto molto pochi progressi nel suo trattamento. Questo e' il motivo per cui e' cosi' eccitante. E' piuttosto raro vedere un farmaco in grado di far scomparire questi tumori. In questa forma di cancro al polmone le cellule cancerogene si diffondono rapidamente in modo che e' davvero molto raro riuscirle a rimuovere il tumore attraverso interventi chirurgici. Anche se inizialmente la chemioterapia riesce a contenere il tumore, ben presto le cellule cancerogene diventano resistenti al trattamento. E purtroppo la maggior parte dei malati muore. Ecco perche' sarebbe davvero rivoluzionario se il farmaco in via di sviluppo nei laboratori inglesi si dimostrasse efficace anche negli esseri umani. Secondo i ricercatori, il nuovo trattamento potrebbe permettere ai pazienti che hanno questo tumore di sopravvivere dai 5 ai 10 in piu'. "I primi risultati di questo studio - ha commentato Joanna Owens del Cancer Research del Regno unito - sono impressionanti, ma avremo bisogno di attendere ulteriori risultati di studi clinici prima di sapere se i farmaci potrebbero essere utilizzati sui pazienti".

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