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martedì 29 settembre 2009

PSORIASI, LE UNGHIE IL PRIMO CAMPANELLO D'ALLARME

(AGI) - Roma, 29 set. - Attenzione alle unghie. Proprio li', infatti, si possono manifestare i primi segnali anticipatori di alcune forme di psoriasi. L'allarme viene lanciato a seguito di recenti studi che denunciano la poca attenzione di medici di medicina generale e dermatologi nel valutare anomalie a livello dell'apparato ungueale; segnali spesso sottovalutati che potrebbero invece favorire una diagnosi precoce della malattia, con migliori effetti terapeutici. Emerge nel corso dell'incontro 'Psoriasi, l'unghia puo' dare l'allarme', promosso a Roma da Schering-Plough per presentare i dati raccolti da un'indagine GfK Eurisko che conferma come i pazienti giungano in ritardo alla corretta diagnosi e alla corretta terapia di una malattia che in Italia colpisce circa 2 milioni di pazienti. "Dermatologi, non trascurate l'unghia", questo l'appello lanciato da Patrizio Mulas, Direttore dell'U. O. Dermatologia presso l'Ospedale A. Businco di Cagliari e Presidente dell'Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani (ADOI). "Il coinvolgimento ungueale nella malattia psoriasica e' frequente - ha dichiarato Mulas - studi statistici riportano percentuali che giungono fino al 50% nei pazienti con psoriasi e fino all'80% nei pazienti con psoriasi artropatica". Ma quali sono i segnali che devono preoccupare? "Certamente le piccole depressioni cupoliformi e gli ispessimenti. Le alterazioni del colore della lamina - continua l'esperto - accompagnano spesso lesioni cutanee psoriasiche e talora rappresentano un utile indizio diagnostico nel caso in cui le lesioni cutanee non siano univoche. Spesso poi tali lesioni si accompagnano a dolore (51,8% dei casi) e a limitazioni delle attivita' quotidiane nel 58,9% dei casi". Manifestazioni tutt'oggi sottovalutate, probabilmente perche' rappresentano un elemento relativamente nuovo. "Non e' lontano il tempo in cui le unghie, insieme ai capelli, erano considerate semplicemente degli annessi cutanei, mentre oggi sappiamo che l'unghia e' strutturalmente e funzionalmente collegata al'apparato muscoloscheletrico - continua Mulas - Inoltre la sede ungueale risulta difficile da trattare, la guarigione e' lenta e le terapie tradizionali spesso dolorose e poco efficaci. E' quindi auspicabile una maggiore attenzione: i medici devono includere la valutazione di questa sede nella quotidiana pratica clinica".

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