Allarme degli esperti da un convegno a Trieste
(AGI) - Trieste, 11 mag. - Meta' dei fumatori morira' a causa di patologie correlate al fumo. E' l'allarme degli esperti del settore intervenuti al convegno "Fumo Salute e Sanita'", patrocinato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dall'Osservatorio Sanita' e Salute, presso la Sala Tessitori della Regione. Il tabacco e' l'unico prodotto di libera vendita che uccide da un terzo a meta' delle persone che ne fanno uso. Il numero totale dei decessi attribuibili al fumo di tabacco e allo sviluppo di varie patologie correlate (tumore polmonare, cardiopatia ischemica, ictus, bronco pneumopatia cronica ostruttiva, ecc) e' destinato ad aumentare da 5,4 milioni del 2004 a 8,3 milioni nel 2030, con approssimativamente un 10% in piu' di decessi in tutto il mondo. "Il fumo e' il principale fattore di rischio di morte della nostra societa' - afferma il professor Marco Confalonieri, direttore della Struttura Complessa "Pneumologia"-AO "Ospedali Riuniti di Trieste" -. Noi specialisti delle malattie dell'apparato respiratorio sappiamo di aver di fronte una vera e propria epidemia di malattie respiratorie da fumo che negli ultimi anni aumenta come peso sanitario e sociale. Oltre ai tumori polmonari, ci sono la BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), l'insufficienza respiratoria, le malattie polmonari interstiziali, e altre ancora in continuo aumento. Occorre aiutare i fumatori a smettere e diagnosticare precocemente le malattie da fumo con esami semplici come la spirometria". Si rafforza, quindi, l'esigenza di introdurre nuove strategie politiche globali volte a tutelare i cittadini, attraverso la riduzione dell'uso di tabacco e la prevenzione delle malattie che il fumo puo' causare. "Il cancro al polmone e' la principale causa di morte per tumore nei paesi sviluppati- spiega il dottor Gianpiero Fasola, direttore Dipartimento di Oncologia AO - Universita' Santa Maria della Misericordia, Udine, - e la correlazione di questo fenomeno con il fumo di tabacco rappresenta un problema di stretta competenza delle Istituzioni, per le dimensioni che assume nel mondo occidentale, e soprattutto per l'urgenza di attivare strategie di contenimento e politiche di prevenzione per la popolazione. Tra coloro che fumano circa la meta' morira' per ragioni strettamente connesse a questa abitudine, e nella meta' di questi il decesso avviene tra i 35 e i 69 anni. A 70 anni circa l'80% dei non fumatori e' ancora vivo, contro il 50% dei fumatori. La diagnosi precoce dei tumori polmonari purtroppo non e' frequente, e, a oggi, i risultati degli studi di screening non possono essere considerati conclusivi". "La scienza - sottolinea il dottor Diego Vanuzzo, responsabile Centro malattie cardiovascolari Agenzia regionale della Sanita', Udine, - e' ormai in grado di spiegare come il fumo, sia attivo che passivo, causi danni cardiocircolatori. Il punto e' capire perche' i fumatori, nonostante queste e altre conoscenze dei danni da fumo, continuino a fumare. La risposta e' che il fumo crea dipendenza perche' la nicotina agisce su specifici recettori cerebrali (meccanismo chiave-serratura) implicati nel circuito della gratificazione: essi causano disturbi da astinenza se non stimolati. Fortunatamente esistono metodi scientificamente validati per aiutare chi lo desidera a smettere di fumare. Si tratta di tecniche psicologiche, ma anche di farmaci appositamente studiati, che in mani esperte risultano molto efficaci". "La ricerca in ambito scientifico - afferma il professor Americo Cicchetti, Facolta' di Economia dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore di Roma - ha messo in chiara evidenza la correlazione esistente tra l'emergenza di alcune patologie e l'abitudine al fumo. Adottando come dati di riferimento i ricoveri ospedalieri durante il 2005, uno studio realizzato dall'Universita' Cattolica ha calcolato che il costo per i ricoveri associati a patologie tabacco-correlate e' pari a 3,4 miliardi di euro, un valore che nel 2005 e' pari al 3,5% della spesa del servizio sanitario nazionale. Proiettando questo dato sugli altri livelli di assistenza ne e' emerso che nel 2005 la spesa complessiva per il SSN per le patologie fumo-correlate ammonterebbe a oltre 6 miliardi di euro pari al 6,7% della spesa sanitaria nazionale"." A confrontarsi su questo tema sono, inoltre, personalita' di alto profilo istituzionale quali il professor Vladimir Kosic, assessore regionale alla salute e protezione sociale Regione Friuli Venezia Giulia e il dottor Giorgio Venier Romano, presidente III Commissione Tutela della salute Regione Friuli Venezia Giulia e importanti personalita' del mondo scientifico quali il Dott. Loris Zanier Capo Area Osservazione Epidemiologica Agenzia Regionale della Sanita' Regione Friuli Venezia Giulia e il Dott. Piergiorgio Zuccaro, Direttore Osservatorio Fumo, Alcol e Droga, Istituto Superiore di Sanita'.

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