(Adnkronos Salute) - Per 'pompare' ad arte le proprie performance, superando indenni i controlli antidoping, gli atleti intenzionati a vincere a ogni costo scelgono sempre più spesso farmaci nuovissimi: molecole tanto recenti da sfuggire ai test a disposizione delle autorità che vigilano sulla trasparenza nello sport. A fotografare i 'furbetti del doping' è Alberto Corsini, del Dipartimento di scienze farmacologiche dell'università degli Studi di Milano. L'esperto - alla vigilia delle controanalisi sul ciclista Davide Rebellin, risultato positivo all'Epo - mette in guardia gli sportivi dai rischi per la salute legati ai nuovi prodotti.
"Tutti i farmaci utilizzati dagli atleti agiscono nello stesso modo", spiega Corsini, e cioè "legandosi al recettore specifico per l'Epo (eritropoietina) endogena e stimolando la produzione di globuli rossi. E' per questo che vengono utilizzati dagli atleti per garantirsi prestazioni migliori. La scelta di un farmaco di recente immissione in commercio da parte degli sportivi - continua il farmacologo - è legata alla speranza di non essere scoperti, poiché i metodi di analisi non sono ancora disponibili alle autorità antidoping. Una scelta che può garantire l'impunità, almeno nel breve periodo, finché il farmaco non viene monitorato, ma che espone al rischio di eventi collaterali non ancora ben conosciuti".
Corsini si riferisce in particolare al Cera, una "Epo beta a cui si è coniugata una molecola di peghilato, sostanza di origine sintetica comunemente utilizzata per aumentare la massa muscolare dei farmaci". Cera, ricorda lo specialista, "è disponibile nel nostro Paese solo da gennaio di quest'anno. Serviranno quindi almeno 3-4 anni per verificare le caratteristiche del farmaco, sia in termini di efficacia sia in termini di sicurezza". E' invece "molto diversa l'esperienza clinica maturata con farmaci utilizzati da più tempo". In particolare, "la darbepoetina alfa (in commercio dal 2001) viene somministrata con efficacia da 8 anni a pazienti con anemia causata da insufficienza renale o indotta da chemioterapia", e dunque "il suo profilo di sicurezza è molto elevato e la sua flessibilità è il frutto di un'esperienza clinica pluriennale". Inoltre, "l'assunzione di darbepoetin alfa può avvenire con un dosaggio personalizzato in base ai valori contingenti dell'ematocrito, con una somministrazione che può avvenire ogni settimana, ogni due, ogni tre, oppure una volta al mese. Al contrario, Cera può essere assunto con cadenza mensile o quindicinale, a conferma di una sua minore flessibilità legata essenzialmente alla sua minore esperienza clinica", dice.
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