Il 15-20% dei tumori proviene da infezioni che possono essere prevenute, e a essere più a rischio sono le popolazioni dei Paesi in via di sviluppo. Ad affermarlo è l`Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) che attraverso studi epidemiologici e biologici - pubblicati in sintesi nel numero di aprile della rivista "The Lancet Oncology" - ha confermato, in via definitiva, che gli agenti infettivi sono fra le cause più rilevanti e specifiche nell`insorgenza di diversi tumori maligni accertati nei diversi Paesi del mondo. La ricerca - Secondo i dati raccolti dai 36 esperti internazionali che hanno realizzato lo studio, la percentuale dei tumori maligni attribuiti ad agenti infettivi è più alta nei Paesi in via di sviluppo (26%), mentre è significativamente più bassa nei Paesi sviluppati (8%). “La percentuale di infezioni correlate al cancro è più alta nei paesi in via di sviluppo - spiega Antonino Carbone, membro del Working Group riunitosi presso lo IARC di Lione e Direttore del Dipartimento di Patologia Diagnostica e Laboratorio della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori - a causa della più alta prevalenza di infezione primaria con gli agenti infettivi coinvolti (HBV, HP, HPV e HIV), e assenza di programmi di screening per lesioni cervicali precancerose HPV-correlate". In particolare, il totale dei cancri maligni attribuibili alle infezioni nel 2002 è stato stimato in 1,9 milioni di casi, ossia il 17,8% del totale dei tumori maligni.
I virus oncogeni - I principali agenti infettivi già precedentemente classificati come "cancerogeni per gli esseri umani", e confermati come tali dal gruppo di lavoro, comprendono il virus dell`epatite B (HBV), il virus dell`epatite C (HCV), il KSHV (Kaposi sarcoma associated herpes virus), l`HIV-1, il virus di Epstein-Barr (EBV), il Papillomavirus umano (HPV) e l`Helicobacter pylori (HP).
Dai virus, i tumori - I virus dell`epatite B e C (HBV e HCV) infettano, rispettivamente, 300 milioni e 170 milioni di persone in tutto il mondo, principalmente in Asia e in Africa. L`infezione cronica da parte di questi virus può causare, come spiegano gli esperti, il carcinoma epatocellulare, e inoltre sono a disposizione evidenze sufficienti per concludere che l`infezione cronica da epatite C può anche causare linfomi non-Hodgkin, specificamente linfomi a cellule B. Il virus di Epstein-Barr (EBV) causa diverse malattie, tra cui la mononucleosi, che infetta moltissimi individui. Può dar vita a diversi tipi di tumore, tra cui il carcinoma rinofaringeo. Nuovi studi condotti a livello mondiale hanno inoltre rivelato il ruolo centrale di EBV nel 5-10% dei carcinomi gastrici. Gli individui che sono infettati con HIV-1 hanno un alto rischio di sviluppare un tumore maligno. L`infezione da HIV-1, principalmente attraverso l`immunosoppressione, porta infatti a un aumento di replicazione di virus oncogeni come EBV e KSHV. Alcuni ceppi del Papillomavirus umano, classificati come cancerogeni, causano il carcinoma della cervice uterina. L`Helicobacter pylori è invece associato in particolare al cancro gastrico, uno dei tumori maligni più diffusi nel mondo.
Prospettive future - “L`identificazione di nuove sedi anatomiche di cancro attribuite a questi agenti biologici - conclude Carbone - significa che un numero sempre maggiore di tumori maligni è potenzialmente prevenibile”.
Lo studio sarà pubblicato nel volume n° 100, parte B, delle monografie IARC/WHO, mentre nel numero di aprile della rivista scientifica “The Lancet Oncology” è stata riportata una sintesi preliminare dei risultati.
Fonte: Salute24
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