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lunedì 3 novembre 2008

Alimentazione: pentole antiaderenti, dal Cnr i consigli salva-salute

(Adnkronos Salute) - Sono l'ideale per una cucina veloce e povera di grassi, ma se usate male possono minacciare la salute. A ricordare i rischi di un cattivo utilizzo delle pentole e delle padelle antiaderenti - finite nel mirino dell'Agenzia per la protezione ambientale Usa, che ha deciso di eliminarle entro il 2015 - sono i ricercatori dell'Istituto di chimica e tecnologia dei polimeri (Ictp) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Napoli. "In realtà solo il fondo della padella antiaderente, realizzata con acciaio, ghisa o alluminio, è rivestito con uno strato di politetrafluoroetilene (Ptfe), meglio conosciuto come teflon - spiega Mario Malinconico dell'Ictp-Cnr - che ha la proprietà di non reagire con altre sostanze, sia quelle impiegate per cucinare sia quelle presenti nel nostro apparato digerente. Questa caratteristica è però garantita a temperature comprese tra -200 e +260 gradi centigradi, oltre le quali, se il tegame vuoto resta sul fornello per parecchio tempo, può accadere che il teflon rilasci il Pfoa: l'acido perfluorottanico, componente di riconosciuta tossicità".

Per i ricercatori, dunque, è importante non surriscaldare le padelle antiaderenti. E per la cottura rapida di carne o pesce - consigliano - è preferibile utilizzare pentole in materiali maggiormente resistenti al calore come l'acciaio inox, l'alluminio o la ghisa. E' importante ricordare, inoltre, che le padelle antiaderenti vanno conservate con cura e pulite con delicatezza. "Le qualità di un tegame di questo tipo - continua Malinconico - tendono ad esaurirsi con il tempo, specie se per cuocere si impiegano utensili metallici che possono graffiare il fondo e quindi vanificare l'effetto antiaderente".

Secondo i ricercatori, infine, è opportuno evitare, salvo che non si usino pentole in acciaio, la pulizia con pagliette metalliche o altre sostanze abrasive, come del resto consigliano anche le case produttrici di queste stoviglie. E' sufficiente quindi lavare la padella antiaderente con acqua e sapone e asciugarla con carta da cucina, oppure riempirla quando è ancora calda con acqua fredda. "Le padelle in rame stagnato sono invece indicate per cotture a bassa temperatura - avverte ancora Malinconico - ma, anche qui, facendo attenzione all'usura della stagnatura: lo stagno inizia a liquefarsi a temperature intorno ai 250 gradi centigradi e l'esposizione del rame è tossica. Anche in questo caso - conclude - bisogna dunque fare attenzione a non lasciare il tegame vuoto sul fuoco con una fiamma alta per troppo tempo".

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