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venerdì 31 ottobre 2008

Ripartire dopo l’ictus con la «cura del sonno»

Dormire bene è un vero toccasana per l`organismo. Per le persone colpite da ictus cerebrale, poi, riuscire a dormire in modo soddisfacente diventa ancora più importante, perché provoca una riduzione della disabilità e una conseguente maggiore autonomia nelle attività quotidiane. È quanto emerge dallo studio pubblicato su European Neurology dai ricercatori del dipartimento di Neurologia e psichiatria della Democritus University of Thrace di Alessandropoli, in Grecia.

Durante lo studio gli specialisti hanno analizzato l`assetto del sonno di 62 pazienti colpiti da ictus per provare una possibile corrispondenza tra i postumi della malattia e l`insorgenza di disordini respiratori durante il sonno. Il ciclo del sonno è stato misurato in correlazione alla profondità della lesione cerebrale, alla gravità e agli effetti dell`ictus. Dai risultati è emerso che il sonno dei pazienti era disturbato: dormivano poco e in modo scarsamente soddisfacente, e tendevano inoltre a svegliarsi diverse volte durante la notte. La fase Rem, inoltre, risultava “accorciata” dall`affiorare dei disturbi respiratori.

Poiché le varie fasi del sonno influenzano l`equilibrio generale dell`organismo, mantenendo costante il livello di pressione arteriosa, di perfusione cerebrale e del ritmo respiratorio, secondo i ricercatori "sarebbe utile analizzare i disturbi del sonno in questi pazienti e indirizzarli verso una soluzione, perché un buon sonno potrebbe svolgere un`azione fondamentale per la ripresa del loro organismo".

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