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domenica 6 gennaio 2008

Farmacie - Orari, turni e ferie, un servizio in evoluzione.

In riferimento all' articolo apparso sul numero 79 della rivista "Sanità Lazio", ritengo opportuno intervenire e fare alcune considerazioni.
Premesso che concetti fondamentali come la "Pianta Organica", che regola l' omogenea distribuzione delle Farmacie sul territorio e lo stretto legame che vincola Farmacia-Farmaco-Farmacista, sono alla base di un corretto svolgimento del servizio di distribuzione del farmaco in Italia negli ultimi anni sull' onda dello scellerato concetto che assimila il Farmaco ad un bene di consumo vari Ministri si sono misurati con dei provvedimenti che nulla hanno a che fare con la tutela della salute pubblica e con una corretta, moderna, professionale e capillare distribuzione del Farmaco.
Detto questo i colleghi autorevoli che oggi prendono posizione, sono gli stessi che da anni rappresentano la nostra categoria, titolari di farmacia e non, e che non si sono accorti, o non si sono voluti accorgere delle nuove esigenze che lentamente stavano maturando nella nostra professione lasciando l' iniziativa a terzi estranei al mondo della Farmacia i quali hanno operato in modo confusionario e frammentario.
Da dati facilmente rilevabili, risulta che da Roma in su abbiamo una Farmacia ogni 4000 abitanti circa, mentre da Roma in giù questo rapporto sale a 7500. Già questo fa capire come negli anni passati una corretta revisione della pianta organica ed un puntuale svolgimento dei concorsi per assegnare le nuove sedi farmaceutiche avrebbe moderato il problema dell' accesso alla titolarità e dell' occupazione in farmacia ed in aggiunta la riduzione del rapporto abitanti-farmacia avrebbe di molto migliorato le cose, oggi è già tardi parlarne.
Un discorso a parte lo meriterebbe l' AIFA - Agenzia Italiana per il Farmaco, ente a cui sono demandate tutte le responsabilità dalla determinazione del prezzo, al controllo della qualità, alla registrazione ed immissione in commercio dei farmaci, il cui operare potrebbe e dovrebbe migliorare a tutela della credibilità dell' intero sistema produttivo e distributivo del Farmaco.
Queste premesse fanno capire come per il mondo della Farmacia siano necessari interventi strutturali organici e non frammentari, spinti da interessi diversi da quello che dovrebbe essere l' unico scopo e cioè la tutela della salute pubblica e che atteggiamenti vetero-protezionistici, anche nell' affrontare l' argomento degli orari, dei turni e delle ferie delle farmacie sono estremamente sbagliati.
Diverse sono le esigenze che quotidianamente deve affrontare un farmacista titolare se la sua sede farmaceutica si trova vicino ad un grande ospedale, ad un poliambulatorio, ad un mercato, in un centro turistico, in un centro storico di una grande città d' arte, in un quartiere periferico o dormitorio, in un piccolo centro di provincia, su una via a grande scorrimento, in un centro commerciale, in una stazione ferroviaria, ecc.., pertanto governare il problema orari, turni e ferie dall' alto è sbagliato. Secondo me andrebbe elaborato un sistema che salvaguardati i turni festivi delle farmacie permettesse a ciascun titolare di adattare il proprio orario di apertura e le ferie alle esigenze della propria farmacia, dotandosi quindi di uno strumento idoneo per migliorare la gestione della sua azienda ed affrontare adeguatamente le nuove sfide e le competenze professionali di cui in futuro sarà investito. Non dimentichiamo la grande difficoltà di far convivere in farmacia professione e commercio, salvo alcuni eccessi che tutti noi conosciamo bene, la farmacia italiana questo lo ha sempre fatto con grande dignità e professionalità meritando negli anni la stima e la fiducia dei cittadini.

Dr. Francesco Viti de Angelis

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