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domenica 23 settembre 2007

ANDROLOGIA: UN BAMBINO SU TRE NASCE CON ANOMALIE AI GENITALI.

AGI) - Villa San Giovanni (Reggio Calabria) - "Un bambino su tre nasce con anomalie all'apparato genitale, i maschi sviluppano tardi e le femmine, invece, in modo precoce. La colpa e' dell'inquinamento da estrogeni che sta cambiando nell'uomo le funzionalita' primarie". E' il grido di allarme lanciato nell'ambito del quarto congresso nazionale "Progressi in andrologia" che si tiene a Villa San Giovanni (Reggio Calabria), al Castello di Altafiumara. Un appuntamento annuale per gli andrologi italiani per fare il punto e confrontarsi sulla condizione dell'uomo e sulla sua "salute" sessuale. Perche' oggi, dicono gli esperti - "il maschio e' meno maschio", soffre sempre di piu' di disfunzione erettile, di impotenza e di patologie vascolari che generano problemi legati all'attivita' sessuale e che provocano infertilita'. "Negli ultimi venti anni la percentuale di bambini che nascono con i testicoli retratti, criptorchidismo, e' aumentata di quattro volte - spiega il prof. Andrea Ledda del dipartimento di scienze biomediche, Universita' degli Studi di Chieti e direttore scientifico del congresso - la colpa e' degli estrogeni; sono dei distruttori endocrini che bloccano la produzione del ricettore L3 che si trova nelle cellule fetali-neonatali il quale condiziona la differenziazione sessuale del feto. Da qui le anomalie nell'apparato genitale maschile. Inoltre gli estrogeni interferiscono nella produzione del testosterone fondamentale per la maturazione degli spermatozoi e per il mantenimento delle ghiandole che li producono. E cosi' si spiega il problema dell'infertilita' maschile che diventa sempre piu' importante. Gli spermatozoi che produce l'uomo moderno sono diversi da quelli che produceva trenta anni fa. Oggi sono pochi e di scarsa qualita'. L'uomo ne dovrebbe produrre 300 milioni al giorno con un'aspettativa di vita, per quelli eiaculati, di 48 ore. Ma dagli anni '80 la natalita' si e' ridotta del 12%, si e' accertato un deterioramento della qualita' seminale e c'e' stato un forte aumento della procreazione medicalmente assistita". "Il livello dell'inquinamento ambientale da estrogeni - continua Ledda - e' andato crescendo enormemente negli ultimi trenta anni in seguito a numerosi fattori e il piu' importante e' l'uso degli estrogeni nel genere umano e negli allevamenti zootecnici. Gli estrogeni sono ovunque, aria, acqua, cibo, fiumi, perfino nelle plastiche, nei nastri adesivi da imballaggio, nei pavimenti di vinile, negli inchiostri. Arrivano nel corpo anche attraverso la pelle quando usiamo shampoo, saponi e cosmetici. Non c'e' scampo. Gli estrogeni hanno la capacita' di mimare gli ormoni naturali, inviano falsi messaggi al corpo, bloccano i ricettori ormonali, deragliano lo sviluppo. Minano la salute". "Numerosi studi sull'inquinamento da estrogeni vanno tutti nella stessa direzione - aggiunge il prof. Nicola Ilacqua, presidente del congresso - la loro presenza nell'ambiente e negli alimenti e' associata ad un incremento di alcuni tumori ormonedipendenti, come al seno e all'utero nella donna e al testicolo nell'uomo, alla ridotta fertilita', all'aumento della disfunzione erettile, alla puberta' precoce nelle ragazze e ritardata nei ragazzi. Gli stessi ormoni usati per accelerare lo sviluppo e l'accrescimento ponderale negli animali d'allevamento - spiega Ilacqua - si trasferiscono nell'uomo accelerando e sviluppando anomalie nell'apparato genitale maschile molto frequenti nei giovani che tendono all'obesita', in coloro che fanno una vita sedentaria (solo computer, videogiochi) e che hanno un'alimentazione priva di frutta e di verdura. E' il caso di parlare di allarme ambientale da estrogeni - conclude - gli enti preposti ricercano e controllano per lo piu' la presenza di tali sostanze a livello della "filiera" delle carni o del latte trascurando totalmente gli alimenti non animali, i prodotti cosmetici e quelli per l'igiene personale, l'ambiente e soprattutto le acque". (AGI)

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