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venerdì 3 agosto 2007

DONARE IL SANGUE: UN PICCOLO GRANDE GESTO CHE SALVA LA VITA - 2.400.000 DONAZIONI NEL 2006.

Promuovere nell'opinione pubblica italiana una piu' diffusa cultura della
donazione volontaria, gratuita, periodica, consapevole ed anonima del sangue.
Questo il principale obiettivo delle quattro associazioni e federazioni dei
donatori di sangue piu' rappresentative a livello nazionale: AVIS, CROCE ROSSA,
FIDAS e FRATRES, da alcuni anni riunite nel coordinamento interassociativo CIVIS.
E i risultati conseguiti fino ad oggi da un milione e 500 mila donatori
periodici afferenti alle quattro associazioni e federazioni, parlano chiaro:
2.347.000 le donazioni di sangue intero, 759.000 i litri di plasma, 383.000 le
donazioni in aferesi.

Promozione di coerenti politiche nazionali e regionali, campagne di
sensibilizzazione nelle scuole, nei luoghi di lavoro e sui mezzi di
comunicazione di massa, organizzazione di convegni e seminari, giornate di
donazione in ogni angolo del Paese. Queste le altre attivita' portate avanti
dalle associazioni, che, con il piccolo grande gesto dei donatori, continuano a
rendere disponibile il sangue per quanti necessitano di terapie trasfusionali,
come i malati talassemici ed oncoematologici. Il sangue, infatti, non e' ancora
riproducibile in laboratorio, ed e' questo gesto di solidarieta' che rende
possibili, ogni anno, circa 7 milioni di eventi trasfusionali, assicurati ai
massimi livelli di qualita' e sicurezza.


E' costante la crescita del numero di donazioni di sangue: nel 2006 e' stato di
circa 2.400.000 per il sangue intero e di 500.000 per le donazioni in aferesi,
in cui si preleva, tramite macchinari, solo una frazione: plasma, globuli
rossi, bianchi o piastrine. E i dati del registro nazionale sangue e plasma
dell'Istituto Superiore di Sanita' confermavano un trend crescente iniziato nel
corso degli ultimi anni. Le regioni italiane che hanno donato di piu' sono
quelle del Nord-Ovest con 414.000 donatori, al secondo posto le regioni del
Nord-Est con 348.000 donatori, al terzo posto le regioni del Centro con
295.000, poi le regioni del Sud con 280.000 donatori e infine le Isole con
156.000 donatori per un totale nazionale di 2.347.000 unita' di sangue donate.

Incrementi significativi si sono registrati in regioni storicamente carenti
(quali Molise e Calabria) dove e' aumentato il numero dei donatori periodici,
mentre Lazio e Campania hanno registrato un incremento di nuovi donatori. Nel
2006, alcune regioni del Centro-Sud hanno visto aumentare il numero di chi dona
il sangue per la prima volta rispetto a quelle del Centro-Nord (25-35% contro
10-15%).

L'indice di donazione (numero di donazioni l'anno) e' rimasto invariato
rispetto agli anni precedenti e si assesta a 1.6, anche se gli uomini possono
donare fino a 4 volte l'anno e le donne fino a 2 volte l'anno.

Accanto alla incrementata raccolta di sangue e' stato evidenziato anche un
aumento dei consumi (alta specialita', trapianti, cardiochirurgia, allungamento
della vita media) in tutte le regioni. Alcune (in particolare Lazio e Sardegna)
non sono ancora in grado di soddisfare in modo autonomo il fabbisogno interno.

L'Italia e' autosufficiente per il 60% per la produzione di emoderivati. Nel
2006, circa 600.000 litri di plasma sono stati destinati all'industria
farmaceutica per ricavarne albumina, IVIg, fattore VIII, fattore IX,
protrombina, antitrombina. Le regioni del Sud sono al di sotto della media
nazionale nella donazione di plasma per la produzione di emoderivati.

Comunicato Stampa ISS

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