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sabato 26 maggio 2007

Il Comitato delle Farmacie di Roma e del Lazio mi trasmette la denuncia di un' "Allarmante Situazione" - La Democrazia è Partecipazione!?

I dirigenti locali e nazionali di un Sindacato di categoria debbono o no ascoltare le indicazioni della base che li ha eletti?
Allorché si presentano estreme difficoltà per la categoria, peraltro note a tutti, è diritto o no della base venire a conoscenza, in tempo utile e non a cose fatte, delle strategie del Sindacato finalizzate alla difesa e sopravvivenza degli associati ?
E’ giusto o no che la base chieda spiegazioni ai vertici qualora abbia la netta sensazione che gli stessi siano confusi e non sappiano come agire per difendersi dal temporale che si sta abbattendo sul nostro mondo e che sta portando la farmacia che conosciamo a un declino irreversibile?
Sarebbe dovere o no da parte dei vertici convocare frequenti e opportune assemblee per rassicurare
( sic! ) gli associati sulle possibili strategie da adottare raccogliendo suggerimenti e indicazioni?
Sarebbe doveroso o no accogliere o contestare queste indicazioni della base cui dovrebbe essere riservato il dovuto rispetto senza atteggiamenti di arrogante sufficienza?
E’ atteggiamento democratico, partecipativo o no criticare e conseguentemente stimolare i vertici associativi affinché riservino tutte le loro energie alla difesa della farmacia e non si “distraggano”
( absit iniuria verbis ) con le tante società collaterali alla farmacia?

Se la premessa è degna di considerazione, non potendo accettare appellativi di “ …becero qualunquismo di chi non ha idee ma punta a fare un po’ di polverone per confondere le idee degli altri.”:

- come si giustifica il “silenzio assordante” di Federfarma di fronte ai continui attacchi mediatici e normativi? Date ad intendere che non ci sia più nulla da fare! I mali che ci affliggono li conosciamo perfettamente. Vorremmo conoscere o suggerire la terapia! E’ voglia di partecipare o no?;

- perché per la Germania non è stata avviata alcuna procedura di infrazione? Forse perché il Parlamento Tedesco ha respinto la proposta di modifica sulla proprietà delle farmacie?

- perché si chiede di “operare con unità di intenti lavorando tutti insieme per affrontare le difficili sfide che ci attendono.”poi però non si convoca una assemblea (da quasi un anno) ove raccogliere suggerimenti? Come e con chi vogliono operare? Viene il dubbio che per qualche dirigente gli associati siano soltanto il “ parco buoi”!

- quale è la posizione della Associazione sulla attribuzione ai medici di una percentuale sulla riduzione della spesa farmaceutica dei loro assistiti prevista dalla proposta che la A.S.L. RM E sta sottoponendo ai medici di base convenzionati?

- quale è la posizione della Associazione sulla delibera regionale che assegna alla FARMACAP l’apertura di un Dispensario nel Comune di Roma, si! Comune di Roma, cosa questa proibita dalle norme attualmente in vigore e che potrebbe portare alla vanificazione della P.O. e del quorum? E’ o no uno Stato di diritto?

- Come si può accettare in silenzio che le Istituzioni non rispettino le leggi che loro stesse hanno promulgato?

- cosa si sta facendo per sbloccare l’assurda situazione di Credifarma nata, è bene ricordarlo, per finanziare le farmacie in caso di ritardo nei pagamenti recuperando i relativi interessi?

Si potrebbe continuare a lungo a formulare domande che attendono risposte da troppo tempo.

Ci rendiamo perfettamente conto delle difficoltà del parlare a chi non vuol sentire ed è per questo che nell’unica volta che siamo stati invitati ad un consiglio abbiamo partecipato con entusiasmo; abbiamo avanzato proposte, alcune contestate perché ritenute non condivisibili altre accettate ma non realizzate ( vedi ufficio stampa etc..). Siamo stati i promotori ed organizzatori (coinvolgendo con le nostre misere conoscenze l’Ansa, il Tg2, Sky) della protesta contro il decreto Bersani;.abbiamo organizzato un colloquio con il capo di gabinetto dell’On. Gasbarra per il finanziamento da parte della Provincia di Roma dei defibrillatori , abbiamo pubblicato la scorsa estate, a nostre spese, manifesti per difendere la farmacia. Tutto ciò ed altro senza che nel Consiglio ci siano rappresentanti di opinioni diverse da quelle che ci governano da tanto, forse troppo, tempo. Noi li rispettiamo nella convinzione che, a livello locale, e nella speranza a livello nazionale, tendano ad un fine comune: la difesa non di rendite di posizione ma del nostro lavoro.

Poiché riteniamo che sia ormai urgente ed indifferibile analizzare e dibattere sulle gravi problematiche che ci riguardano chiediamo che venga convocata una Assemblea Unitaria sottolineandone l’importanza e promovendone la partecipazione.

Queste non sono “piccole beghe di condominio” caro Presidente! Hai troppa esperienza per ritenere di essere il depositario della Verità e Saggezza e ce lo conferma il fatto che le tue convinzioni esposte nei tuoi precedenti fax sulle mire della Grande Distribuzione erano ben diverse da quelle che tu oggi sostieni. Non è da Te avere tali cadute di stile offendendo persone che hanno idee diverse dalle tue, ma che rimangono tuoi Colleghi il cui fine vuole essere solamente la partecipazione democratica e le cui idee potrebbero anche essere utili alla categoria considerato i risultati finora ottenuti. Va da sé che se la rappresentanza di categoria non è in grado di prevedere gli orientamenti politici anche a livello Europeo, come dai ad intendere,viene meno il motivo di esistere del Sindacato.

Comitato delle Farmacie di Roma e del Lazio

Seguono nominativi

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